WOMAN's JOURNAL

La potente emotività delle ragazze

di Clarissa Monnati

Little Miss America, andato in onda negli Stati Uniti dal 2009 con il titolo Toddlers & Tiaras e trasmesso in Italia da Real Time, chiude (leggi l’articolo su la Repubblica.it). Il programma racconta il dietro le quinte di concorsi di bellezza per bambine molto diffusi e popolari oltreoceano (leggi l’articolo su l’Espresso). Qualche mese fa, nel dicembre 2010, alcune bambine vestite e truccate da esperte seduttrici sono state protagoniste di un servizio di Vogue Francia che ha lasciato una scia di polemiche (leggi l’articolo su Corriere della Sera.it). Più recentemente, a giugno di quest’anno, Marie Claire ha pubblicato una serie di scatti che raffigurano Elle Fanning, sorella tredicenne dell’attrice Dakota Fanning, nei panni e nelle pose di una classica modella adulta.

Pur essendo casi estremi, questi fenomeni sono esempi di una rappresentazione della giovinezza sempre più improntata all’imitazione di una femminilità seduttiva, aggressiva, sessualizata. Quali sono le conseguenze sulla formazione dell’identità di bambine e adolescenti? Come reagiscono e che cosa sono le ragazze nella società occidentale contemporanea?

Una delle possibili risposte si trova nell’ultimo libro di Eve Ensler, I Am an Emotional Creature. The Secret Life of Girls Around the World, tradotto e pubblicato in Italia come Io sono emozione dalla casa editrice Piemme, con la prefazione di Carol Gilligan (femminista e psicologa, attualmente professoressa alla University of Cambridge).

Autrice del famoso I monologhi della vagina, attivista per i diritti delle donne, poetessa, drammaturga e regista, questa volta Ensler volge lo sguardo verso il mondo delle giovanissime, portando a galla una molteplicità di storie che ne mostrano la natura emotiva e passionale, un carattere che spaventerebbe chi le circonda e per questo sarebbe sistematicamente represso.

Il libro, spiega l’autrice in un’intervista a Style.it, indaga il modo in cui le ragazze sono incoraggiate a soddisfare le aspettative altrui e mostra come, di conseguenza, si limitino a comunicare gli aspetti di sé che possono piacere agli altri, celando quelli che rischiano di disturbare o deludere.

Dall’introduzione:

Sembra che ognuno abbia la sua idea di come dovresti essere: tua madre, tuo padre, insegnanti, capi religiosi, politici, fidanzati, guru della moda, divi, amiche. Facendo ricerche per questo libro mi sono imbattuta in una statistica molto inquietante: il 74 per cento di voi si sente obbligato ad accontentare tutti.

Ensler invita le giovani a capire se stesse, a non adeguarsi ai canoni uniformanti che le pretendono belle, magre, sempre curate e perfette; le incoraggia a non soffocare la propria intensa e vitale emotività, che considera una forza positiva, in grado di produrre cambiamenti.

I racconti, i monologhi, i dialoghi, le poesie che compongono l’opera sono nati dai numerosi incontri con giovani e adolescenti che l’autrice ha fatto nel corso dei suoi viaggi per il V-Day, il movimento da lei stessa fondato allo scopo di fermare la violenza contro le donne attraverso la promozione e realizzazione di eventi creativi.

In alcuni casi le storie narrate sono vere e le protagoniste ragazze reali, in altri si tratta di storie immaginarie ma comunque legate a fatti accaduti. Il linguaggio diretto, talvolta colloquiale, e la struttura frammentata sono gli stessi dei Monologhi. E la copertina, naturalmente, è il profile picture della pagina di Facebook dedicata al libro.

Guarda alcuni minuti della presentazione di Io sono emozione al Salone Internazionale del Libro di Torino 2011.

Scarica un estratto del libro dal sito della Piemme.

Nella foto (Robbie Jack/Corbis), Eve Ensler in una messa in scena de I monologhi della vagina del 1999, a Londra.

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