WOMAN's JOURNAL

Donne ai margini nel mondo del lavoro: uno spreco di talenti, un freno per l’economia

di Clarissa Monnati

Se le donne fossero presenti nel mercato del lavoro in numero maggiore, l’economia italiana girerebbe meglio. È questa la tesi che Alessandra Casarico e Paola Profeta, entrambe professoresse alla Bocconi di Milano, sostengono in Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere (EGEA). Lasciare le donne ai margini, confinarle o rimandarle a casa, è uno spreco di talenti.

Il libro, uscito nel 2010, non ha perso d’attualità. Infatti il basso tasso di occupazione femminile in Italia, e la sua ulteriore diminuzione in seguito alla nascita dei figli, è stato il tema di una delle tracce che gli studenti del liceo linguistico hanno dovuto affrontare il 23 giugno nella seconda prova degli esami di maturità.

Il quadro della situazione nazionale è delineato con chiarezza dal Rapporto 2010 dell’Istat, presentato esattamente un mese prima dell’inizio degli esami: i problemi italiani, accentuati dalla crisi, sono strutturali, l’occupazione femminile è di 12 punti più bassa di quella europea e negli ultimi tre anni

sono aumentati i fenomeni di segregazione verticale e orizzontale, si è ampliata l’area degli impieghi non standard, si è acutizzato il sottoutilizzo del capitale umano, e sono cresciuti i problemi di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.

In sostanza, il nostro paese si è mosso nella direzione opposta a quella indicata da Casarico e Profeta.

Il primo dato che le autrici sottolineano nel loro libro a quattro mani è il paradosso per cui in Italia le donne hanno superato gli uomini per livello di istruzione, eppure restano fortemente penalizzate nel mondo del lavoro e nel raggiungimento delle posizioni apicali. Inoltre, lontanissima dagli obiettivi di Lisbona, che stabilivano il raggiungimento di un tasso di occupazione femminile del 60% entro il 2010, l’Italia è al 46,1%. Una situazione che si ripercuote negativamente sul tasso di natalità, soprattutto al Sud, dove le donne sono ancora meno presenti nel mercato del lavoro. Tra le cause ci sarebbero una scarsa condivisione degli oneri familiari, un’educazione ancora basata su stereotipi di genere, l’insufficiente impegno delle istituzioni in politiche di conciliazione vita-lavoro.

Completata l’analisi, che si basa su dati e risultati di ricerche accademiche ma è facilmente fruibile grazie a una prosa semplice e concisa, Casarico e Profeta suggeriscono alcune soluzioni: sgravi fiscali per le imprese che assumono donne, per esempio, nuove forme di congedo parentale e quote di rappresentanza nei consigli di amministrazione (leggi l’articolo di Woman’s Journal sulla proposta di legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione).

A dimostrazione di quanto il tema si attuale, il comitato Se non ora quando ha lanciato una mobilitazione a Siena il 9 e 10 luglio sulla necessità di superare le disparità di genere nel mondo del lavoro (guarda il video promozionale).

Scarica introduzione e indice del libro dal sito di Egea.

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