WOMAN's JOURNAL

Sei incinta? Slitti in graduatoria

Dopo la pubblicazione della notizia della donna scartata da un’azienda sanitaria locale perché incinta, nonostante avesse vinto il concorso per un posto come assistente socio sanitaria (ass), ci è arrivata una lettera. La pubblichiamo (in forma anonima) perché la storia è simile, anche se non ci sono rivendicazioni sindacali e la situazione si è risolta diversamente, con la vincita di un concorso in un’altra città.

Questa testimonianza racconta bene del clima di solitudine e ostilità che si può sperimentare sul luogo di lavoro se si rimane incinta. Era il 1997 ma le cose oggi non sembrano diverse, come riportano numerose notizie di cronaca. La donna modenese, intanto, grazie al lavoro di mediazione della Cgil è stata comunque assunta, come prescrive la legge (la n.53/2000). Se si vince un concorso, anche se si aspetta un bambino e quindi, si viene considerate dalla legge inadatte ad alcuni tipi di lavoro (in ambito sanitario per esempio) il datore di lavoro, in questo caso l’azienda sanitaria è comunque obbligata all’assunzione destinando la persona ad altre mansioni.

A me è capitato nel 1997. Ero incinta e mi hanno chiamato per incarichi in due asl, a V*** e C*** (allora erano ancora asl separate, ora sono fuse in una unica Asl); non sono stata assunta perchè “non idonea” a ricoprire l’incarico.

A V*** voci di corridoio dicevano che il posto fosse comunque già destinato. Telefonai semplicemente all’ufficio personale per comunicare il mio “stato” e andarono avanti a chiamare secondo la graduatoria.
A C*** mi sembrava un posto con più prospettive anche per il futuro e andai per un incontro con il responsabile del servizio, pensando che potessero in qualche modo “congelare ” la graduatoria (ero l’unica!) per qualche mese, per chiamarmi dopo la nascita della bimba. Allora non sapevo che il mio lavoro (sono psichiatra) è considerato “ambiente di lavoro a rischio” e che il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro prosegue fino al settimo mese di vita del bambino (anche perchè stavo facendo la scuola di specialità, con attività clinica 38 ore alla settimana, notti comprese, e nessuno sembrava minimamente preoccupato del fatto).

Il responsabile del servizio ebbe il buon gusto di osservare che l’unico modo perchè potesse iniziare una collaborazione con me era che la gravidanza si interrompesse. Notare che siamo nel civilizzato nord. A C***, mi hanno chiamata per l’incarico, dopo mesi di contatti telefonici e continui rinvii per misteriosi problemi burocratici, guarda caso quando Sofia, la mia bambina, aveva già otto mesi. Ma, almeno, non mi hanno bypassata e hanno tenuto valida la graduatoria.

All’epoca non ho pensato di rivolgermi al sindacato: da un lato avevo messo in conto che fare figli e lavorare forse non erano cose compatibili tra loro nell’immediato, come avevo già avuto modo di sperimentare qualche anno prima con l’altra gravidanza.

Volevo fare i miei figli senza dover chiedere niente a nessuno, senza sentirmi rinfacciare di essere pagata senza lavorare, st***ate del genere. I miei colleghi, trentenni o più, vivevano ancora in famiglia e non volevo che nessuno potesse pensare che io lavorassi meno o mettessi minore impegno nel lavoro, che trascurassi il lavoro per i figli, visto che per anni mi sono tormentata nel timore di trascurare le figlie per il lavoro. Quando dicevo di essere incinta tutti mi guardavano con compatimento, spesso i commenti erano come se fosse capitato per sbaglio, visto che non ero ancora di ruolo.

Inoltre, pensavo che queste aziende, le più vicine a dove vivo, fossero quelle in cui avrei potuto trovare lavoro con maggiore probabilità e non volevo partire con il piede sbagliato. Per quanto di indole battagliera, ho pensato che un po’ di prudenza non guastasse.

Annunci

Archiviato in:diritti, economia, salute, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,818 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: