WOMAN's JOURNAL

Contraccezione maschile, quali prospettive

Il preservativo lo usano tutti, si trova facilmente ed è comodo. Ma ci sono alternative per l’uomo? Un lungo servizio di Scientific American fa il punto sulla ricerca nel campo della contraccezione maschile. L’argomento viene affrontato da vari punti di vista. Oltre a una relazione sugli ultimi studi per sviluppare tecniche non ormonali, l’articolo descrive le eventuali implicazioni sociali, e quelle economiche connesse ai finaziamenti per la ricerca e per lo sviluppo dei farmaci.

Le ultime ricerche nella contraccezione al maschile hanno portato progressivamente ad abbandonare la strada dei prodotti a base ormonale (simili agli anticoncezionali femminili), rivelatisi inefficaci, per puntare su altre tecniche, basate ad esempio sull’inibizione di enzimi necessari per la spermatogenesi, o di proteine che attivano il moto degli spermatozoi, o su metodi per bloccarne reversibilimente la produzione. Sono anche allo studio tecniche di vasectomia reversibile, cioè la possibilità di interrompere provvisoriamente i conditti afferenti degli spermatozoi.

Uno dei problemi di questo settore scientifico sono i finanziamenti. Quasi tutti i fondi per queste ricerche negli USA provengono dal National Institutes of Health (Nih), ma tutti gli operatori considerano indispensabile la discesa in campo delle case farmaceutiche. Nel 2006 le due aziende più impegnate nel settore, la Schering AG and Organon, hanno chiuso i loro programmi di ricerca, dopo l’acqusizione di Shering da parte di Bayer, che ha deciso di tenere riservati i risultati ottenuti durante le precedenti sperimentazioni, in caso di successive riattivazioni del progetto.

Forme di sospensione della fertilità maschile alternative al ‘condom’, spiega ancora l’articolo di Scientific American, porterebbero probabilmente benefici sociali. Negli Stati Uniti circa metà delle gravidanze all’anno sono non volute, e metà di queste si concludono in aborti. Il contraccettivo maschile potrebbe essere molto utile per diminuire l’incidenza di questi fenomeni. I prodotti che deriverebbero da queste ricerche, si legge poi, sono finalizzati in gran parte a coppie consolidate, in cui gli uomini vogliono condividere con le partner, (talvolta intolleranti ai farmaci antigravidanza) l’impegno della contraccezione.

Via Scientific American

A joke among researchers in the field of male contraception is that a clinically approved alternative to condoms or vasectomy has been five to 10 years away for the past 40 years. The so-close-yet-so-far state of male contraceptive development has persisted in large part because of three serious hurdles: the technical challenges of keeping millions of sperm at bay, the stringent safety standards that a drug intended for long-term use in healthy people must meet, and, ultimately, the question of whether men will use it.

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