WOMAN's JOURNAL

Arrestata perchè alla guida di un’auto: l’incredibile storia di Manal Al-Sharif

In Arabia Saudita una ragazza di 32 anni, Manal Al-Sharif, è stata arrestata perché due giorni prima si era messa alla guida di un’auto.

Via Corriere della Sera

Le attiviste saudite non chiedono aiuto all’estero. Si rivolgono al loro re Abdullah perché intervenga: circola su Facebook una petizione che ha già raccolto 600 firme che chiede il rilascio di Manal e il permesso di guidare per le donne. Anche l’associazione per i diritti umani Human Rights Watch si rivolge al re. In passato ho intervistato alcune femministe (italiane e straniere) chiedendo se credono di dover svolgere un ruolo rispetto alle battaglie in altri Paesi. C’è chi sottolinea che il cambiamento deve avvenire dall’interno  e che l’appoggio straniero non sempre serve a molto, e c’è chi invece chiede che le occidentali scendano in campo.  E in Italia un caso come quello di Manal quali reazioni suscita?

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Archiviato in:diritti, esteri, società, , , , , ,

3 Responses

  1. ale ha detto:

    mi dispiace tantissimo x qst donna nn sn giuste qst leggi!BAH KE SKIFO DI GENTE!

  2. […] La rivolta delle donne arabe inizia dalla patente (il Giornale, 25 maggio 2011) – “Io guiderò” è il grido di battaglia in rete delle donne saudite, che stanno organizzando una clamorosa protesta. Il 17 giugno vogliono mettersi al volante e guidare da sole. Altro che le rivolte nei paesi arabi scoppiate negli ultimi mesi. L’Arabia Saudita è l’unico paese al mondo dove le donne non possono guidare. La protesta, che su Facebook ha raccolto 12mila fan, preoccupa seriamente. La vicenda di Manal al Sharif. […]

  3. […] Arrestata la donna simbolo della rivolta saudita (Corriere della Sera, 28 maggio 2011) – È stata l’ennesima umiliazione, subita una sera, a spingere Manal Al Sharif a ribellarsi. Erano le 9 circa e Manal, madre single 32enne e consulente informatica di una società petrolifera, voleva tornare a casa, dove l’aspettava il figlio di 5 anni. Ma non poteva mettersi al volante, perché vive nell’unico Paese al mondo che vieta alle donne di guidare, l’Arabia Saudita. Così, ha chiamato il fratello Muhammad perché andasse a prenderla. Cellulare spento. Allora, ha provato a fermare un taxi. Diverse auto si sono accostate, in effetti, ma per insultarla quasi fosse una prostituta. Manal è scoppiata in lacrime: “Io, una donna adulta mi sono ritrovata in mezzo alla strada a piangere come un bambino”. WJ ne ha parlato qui. […]

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