WOMAN's JOURNAL

Quando gli uomini fuggono, intervista a Lorella Zanardo (seconda parte)


Leggi la prima parte

Ci si può divertire senza farsi umiliare…

Oggi lei porta nelle scuole il progetto Nuovi occhi per la tv, non ne parla molto sul blog, sta preparando un libro?
Nessun libro, è vero non ne scrivo molto ma non c’è una strategia. Il blog, ha una dimensione più intimista rispetto agli incontri nelle scuole.

Chi la invita?
Insegnanti e direttori scolastici.

Raccoglie anche critiche?
Sì certo. Mi espongo e quindi, ricevo anche critiche. È la differenza con chi sta dietro le quinte e non si fa vedere. È l’aspetto che la gente apprezza di me.

Ci racconti qualche perplessità.
A volte i ragazzi non capiscono il mio lavoro, c’è rigidità specialmente negli istituti tecnici. In una scuola di moda le ragazze mi aspettavano con le braccia conserte, con aspettativa e paura, probabilmente intuendo un dibattito che smontasse i loro idoli della tv. Ma io le ho spiazzate. Non sono una bacchettona, chi segue il mio lavoro lo sa.

Ho raccontato di aver visto la sera prima – ed era vero – uno spettacolo di teatro danza di un’artista che ha ballato nuda per 40 minuti. Era meravigliosa, perché il suo corpo raccontava una storia. Così ho attirato la loro attenzione e sono  riuscita a comunicare. A quel punto incomincia il dibattito su cosa vediamo veramente in televisione, cercando di innalzare la consapevolezza.

I ragazzini maschi mi stupiscono,  sono molto critici, più moderni rispetto agli uomini adulti, più europei. Mi dicono: “questa televisione offende anche noi; le ragazze ci piacciono ma questo modo di rappresentarle fa pensare che abbiamo solo una cosa in testa, tutto il giorno, mentre noi siamo anche altro”.

Ma internet non è più utilizzato della tv?
È presente, ma la tv è ancora molto seguita. I programmi più visti sono Uomini e donne e il Grande Fratello, poi un po’ tutti gli altri.  Gli insegnanti mi confidano poi che è diventato un problema catturare l’attenzione dei ragazzi, perché la tv la fa da padrona nell’inviare messaggi. È ancora molto radicata la convinzione che “se lo dice la tv allora è vero”. Tutta la chirurgia estetica che passa in televisione è percepita come positiva. Mi viene da piangere con quelli che obiettano che si può comunque sempre scegliere. Chi dice così non ha più contatto con la realtà. Una di 15 anni che è davanti alla televisione da sola da quando ha 4 anni, non sceglie, sta lì. La scelta è un gesto elitario, che  presuppone un percorso educativo.

La velina è un modello per molte?
Per qualcuna sì, ma è un mito molto pompato.

Differenze tra le ragazze e ragazzi del nord e sud Italia?
No, non ne vedo. Milano è un po’ retrograda. La regione più avanti è la Toscana anche se non so per quali ragioni.

C’è un ritorno a ruoli stereotipati per maschi e femmine?
Non so dire. Certo è che la tv in questo fa un disastro, propone la donna in un modo servile, subordinata. La gravità di Striscia la notizia non sono le veline, ma il fatto che sono state in ginocchio per 23 anni. L’aspetto simbolico ha il suo peso.

Ma ci sono anche altre donne come Maria De Filippi o Mara Venier.
Una ragazza si identifica di più con le giovani. Inoltre, è in corso un mutamento antropologico interessante, interpretato da personaggi come Cristina del Grande Fratello, una figura da studiare. Nel mio documentario dice: “Piacerò agli uomini per le mie forme”. Si poteva fermare ma poi aggiunge: “Piacerò alle donne perché diranno questa è una ragazza con le palle”. Per lei è importante avere l’approvazione dalle donne, essere tosta, copiando però l’altro sesso. Perché dovremmo avere le palle?

Tutto questo per dire che mancano le parole per descrivere una ragazza forte ma femminile, si viene considerate automaticamente simili agli uomini. Ma le donne non sono deboli e svenevoli come spiega bene il libro Return of the goddess, di Edward Whitmont. Cos’è forza per noi? Alcune di noi stanno cercando di capirlo.

Infatti, tante ragazze ti seguono perché mantieni la tua femminilità.
È vero, molte mi hanno preso come modello. In un’università una ragazza mi ha domandato “ma sei femminista?”. Io so che è un trabocchetto e le ho risposto

“no, ma perché me lo chiedi?”. E lei: “perché le femministe sono brutte non si fanno la tinta, non portano i tacchi e non si depilano”. Non è così, e comunque per fortuna che il movimento femminista c’è stato in questo Paese che rimane ancora molto arretrato. In generale, comunque ci vuole più coraggio.

Sul tuo blog hai polemizzato con le associazioni femminili.
Non ero polemica, ma le cose le dico. In alcune iniziative a Milano, come la riunione con i pubblicitari per presentare il Manifesto contro la pubblicità offensiva o Sorelle d’Italia di Elle non si è fatto alcun cenno al ruolo delle donne blogger. A me questo non è piaciuto. Ci sono persone che agiscono in modo vecchio, come i politici, pensano a mettere le bandierine, ad arrivare prima. Non si smantella la casa del padrone con gli strumenti del padrone, non si fa politica con i mezzi della vecchia politica.

Non ci sarebbe stata la manifestazione “Se non ora quando” se io,  e decine di altre blogger, non avessimo lavorato per due anni gratuitamente per innalzare la consapevolezza. Il 13 febbraio ci sarebbero state dieci persone, nessun pubblicitario avrebbe firmato alcun manifesto se non fosse stato per le migliaia di giovanissime che da due anni scrivono lettere di proteste alle aziende e sono riuscite a far ritirare molte campagne come quella del té Ristora, della Sisley (nella foto sopra), e affissioni locali, come quella dei pannelli solari che mostrava una ragazza a novanta e la scritta: “Montami a costo zero”.

A una riunione con 200 donne top manager, ho chiesto a un direttore di agenzia pubblicitaria di ammettere che sono stati obbligati ad aderire al Manifesto per via della pressione della rete. Non lo faccio per me, io ormai sono riconosciuta ma per blog come Donne Pensanti, Vita da streghe, Un altro genere di comunicazione, Femminismo a sud e tanti altri… Da quando ci sono loro i pubblicitari hanno ricominciato a lavorare, cosa che non succedeva da anni, togliendo seni e chiappe. Se le cose cambieranno molto sarà per queste ragazze dei blog. Mi fanno arrabbiare le donne della mia età che non lo riconoscono. Fino all’altro ieri ci si lamentava ma nessuno faceva nulla.

Il tempo stringe, come ti collochi politicamente?
Sono moderata, di sinistra e cattolica. A Milano non c’entra sinistra o destra, la città è irriconoscibile, non si respira, è carissima, c’è cattiveria in giro. Non ci sono programmi culturalmente attraenti, un negozio su 5 paga il pizzo, questa non è la mia città.

Hai lanciato qualche mese fa l’idea di creare un partito delle donne. La porterai avanti?
Potrebbe essere una cosa temporanea, come le quote, per dare un ulteriore scossone…

La.P.
Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia License. Puoi linkarla citando la fonte: Womanjournal

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3 Responses

  1. Il Duca ha detto:

    La parità per la zanardoazivaginocentrica e le sue fedelissime è un concetto soggettivo e alla bisogna, vi suggerisco di trovarvi una nazione tutta per voi, senza uomini, e costruire da capo tutto quanto vi è stato donato dal sudore, sacrificio e dalle numerose vittime maschili dalle quali cercate una stupida e bigotta rivalsa, lei senza un uomo non sarebbe nulla, neanche la madre dei suoi figli.. lei “E'” in quanto vive in una società creata dagli uomini per gli uomini, dove le donne hanno il loro ruolo che è quello di ritornare ai fornelli e non rompere il c***.. al massimo suc***.. c’è piu’ gusto! diversamente.. ripeto.. fondate una nazione tutta vostra e partite da zero senza usufruire dei doni maschili di cui avete beneficiato fin da quando siamo usciti dalla caverna per andare a cercare cibo! troppo facile fare i gay col q** degli altri! poi vediamo che fine farà la vostra spocchia femminista! è veramente ora che gli uomini vi mandino affa***! questa guerra dei sessi deve terminare al piu’ presto! NAZIFEMMINISTE! HEIL VAGINA!

    • Laura Preite ha detto:

      Prima o poi ci aspettavamo un commento del genere che decidiamo di pubblicare perché è la cifra del livello di stupidità con cui a volte bisogna confrontarsi. È anche la ragione per cui è necessario continuare a informare (ed è questo che qui proviamo a fare) per sperare in una società dove tutti possano essere trattati da pari e non insultati per le loro idee o per qualche caratteristica ascritta. Il discorso della Zanardo era tutto fuorché contro il genere maschile. Tanti auguri IL Duca e torni a trovarci, forse imparerà qualcosa

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