WOMAN's JOURNAL

L’endometriosi colpisce 3 milioni di donne in Italia ma è ancora poco conosciuta

Pubblichiamo la lettera di Marisa Di Mizio, presidente dell’Ape che è più uno sfogo e un grido per sensibilizzare tutte quelle donne e ragazze che non conoscono cosa sia l’endometriosi perché molte volte i sintomi sono quelli considerati normali durante il ciclo mestruale. È importante che anche la politica si attivi affinché riconosca una malattia che colpisce 3 milioni di donne in età fertile solo in Italia e che può avere conseguenze permanenti.

“E se la violenza si presentasse sotto forma di malattia cronica, dolorosa, invalidante ed i medici ti trattassero da isterica ed esaurita oppure peggio ignorassero quello che gli racconti? E se per avere una diagnosi precisa della malattia, dopo che ti hanno detto che sei stressata, stanca e che sei esagerata, si debbano attendere tra i 7 e 9 anni, possiamo definire anche questa una violenza?

E se il tuo desiderio di diventare madre venga a trovarsi tragicamente, improvvisamente di fronte a una malattia che invece ha lavorato in silenzio e ti ha occluso le tube, ha creato aderenze, sconvolto e distorto i tuoi organi riproduttivi e chi ti sta intorno ti consola con un “E’ la volontà di Dio”? E se per avere un figlio devi spendere tra i 10.000 ed i 20.000 euro andando in terra straniera perchè a casa tua hai una legge che violenta quotidianamente le donne (dicasi legge 40/2004)? E se in pochi anni subisci dai 2 ai 3 interventi in anestesia generale perchè la malattia si è riformata e magari il medico non ha operato in modo degno, si può definire violenza anche questa?

Questa violenza che colpisce circa 3 milioni di donne in età fertile in Italia ha un nome, endometriosi, un nome che quando nella maggior parte dei casi lo pronunci ti dicono: “Endo…che??”. Ecco, questo sentirsi dire “endo…che?”, è la violenza più grande nonostante tu abbia già fatto decine di visite ginecologiche, decine di volte hai raccontato le tue sofferenze, decine di volte hai pianto e pregato che i dolori passassero, ma “quell’endo che?”, ti riporta sempre e soltanto a sentirti sola e con un grande senso di smarrimento.

La tua autostima, i tuoi rapporti sociali, la tua vita di coppia, il lavoro va a ramengo a causa sua, dell’endometriosi che si è intrufolata nella tua vita e si è fatta immediatamente viva con dolori al ciclo mestruale sempre più forti, dolori all’ovulazione che ti piegano in due, dolore durante i rapporti sessuali che preghi solo che finisca in fretta e con un dolore lancinante nel cuore perchè ti hanno appena detto che a causa dell’endometriosi, non potrai avere figli.

Però lei è violenta e tenera come nessun’altra malattia perchè con tutte noi si è comportata in modo diverso: c’è chi non ha quasi mai dolore, chi dopo un intervento di pulizia ottimale (quando trovi il chirurgo competente) è riuscita ad avere un bambino anche due e chi invece con terapia ormonale continua (estroprogestinici) riesce a condurre una buona qualità di vita. C’è chi invece ha subito dei danni permanenti come una resezione intestinale, la perdita di un rene o lo strazio del vivere 6-8 mesi con un ano artificiale (il cosiddetto sacchetto); chi invece deve fare i conti con un danno chirurgico permanente come la vescica neurologica ovvero non sentire ed avere più la capacità di urinare spontaneamente e quindi doversi autocateterizzare. E questo senza che si possa rientrare in una categoria protetta per le esenzioni o per il lavoro…niente di niente! L’endometriosi di fatto non esiste e se ce l’hai ed in sala operatoria hanno sbagliato, pazienza ti tieni le infezioni batteriche e vai avanti e cerchi almeno di attivarti per aiutare altre donne.

Ci rivolgiamo a tutti coloro che leggeranno questa lettera chiedendovi: ritenete giusto che in Italia nel 2011, l’endometriosi (dopo quello che abbiamo raccontato, che è solo una piccola parte) non sia ancora stata riconosciuta come malattia cronica? E che nonostante i numerosi disegni di legge fermi in Parlamento e l’impegno delle associazioni di pazienti, non sia ancora stata approvata la legge che riconosca alle donne affette da endometriosi la possibilità di ottenere l’esenzione del ticket per le ingenti spese farmaceutiche sostenute?

Le donne con endometriosi sintomatica sono circa il 65% del totale delle pazienti e purtroppo per chi lavora nel privato, ma anche nel pubblico, l’assentarsi per malattia almeno 3 giorni al mese o diverse settimane a causa degli interventi chirurgici, il rischio licenziamento o mobbing è dietro l’angolo.

L’unico modo per prevenire la malattia è informare e prevenire. Informare le ragazzine di 20 anni che non è normale soffrire durante il ciclo, che non è normale fare l’amore ed avere dolore nel retto o sotto la pancia, che non è normale avere continuamente la cistite o il colon irritabile.

Per maggiori informazioni: www.apeonlus.com

Lo spot della campagna “Guardami ancora”www.guardamiancora.it

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Archiviato in:cultura & scienza, diritti, salute, società, , , , , ,

3 Responses

  1. Maria Cambria ha detto:

    Grazie per chi fa tutto questo,e mi auguro che presto venga riconosciuta come malattia invalidante perchè si sta propio malissimo.. io ho avuto 3 interventi con anestesia totale in 9 mesi e fra pochi mesi ne dovrò subire un’altro molto delicato…..Fate qualcosa al più presto lo dico a quelle persone che fanno le leggi….grazie…

  2. Laura ha detto:

    grazie Maria per aver lasciato il tuo commento…Già parlarne sarebbe un bel passo avanti. Infatti, molte donne non sanno nemmeno cosa sia l’endometriosi. In bocca al lupo e se vuoi mandaci la tua storia, noi la pubblichiamo volentieri!

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