WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Jamila e l’integrazione (Il Sole 24 Ore, 20 aprile 2011) – Jamila è una ragazza pachistana di 19 anni, che in questi giorni ha riempito pagine di giornali facendo scattare l’allarme per un’altra Hina Salem. E’ finalmente tornata a scuola dopo esser stata segregata a casa dai fratelli perchè – come si è detto – troppo bella. La verità è che Jamila è stata invece segregata in casa perché è soprattutto donna. Usanze siculo-pakistane, disse Giuliano Amato da ministro dell’Interno, destando ipocrita indignazione, solo per aver ricordato che il patriarcato e la discriminazione delle donne sono parte del passato di molte culture (delle culture, non delle religioni) e che l’emancipazione è stata anche da noi un fatto recente. Perché l’essenza del problema è sempre il fattore “donna”.

Una donna sfida i maoisti bengalesi (la Repubblica, 19 aprile 2011) – Nel Bengala occidentale i maoisti stanno per cedere il testimone? Se così fosse, potremmo parlare di una vera e propria rivoluzione per uno stato in cui i comunisti hanno in mano il governo da 34 anni. Lo sfidante è una donna, il ministro indiano dei Trasporti ferroviari Mamata Banerjee, che in molti ricorderanno per aver già puntato il dito contro i maoisti accusandoli del sabotaggio a un treno che nel maggio 2010 costò la vita a 110 indiani. Le elezioni sono state organizzare in sei fasi, e i risultati definitivi potranno essere annunciati solo a metà maggio, ma il dibattito sul possibile vincitore sta già infiammando il paese.

Donne sul trono (la Repubblica, 17 aprile 2011) – Il vicepremier inglese Nick Clegg accelera le procedure per cambiare la legge per la successione al trono e la regina dà il suo beneplacito. Il leader dei liberaldemocratici, titolare anche del ministero per le Riforme costituzionali, ha confermato ieri alla Bbc di avere avviato i colloqui con i Paesi del Commonwealth per assicurare alle donne il diritto alla successione al trono e fonti non ufficiali sostengono che la regina è favorevole a una legge al passo con i tempi. Finora, infatti, le principesse potevano diventare regine soltanto se – è questo il caso di Elisabetta – non c’erano fratelli a poter succedere ai genitori.

I camorristi in gonnella (Il Mattino, 17 aprile 2011) – E’ stata arrestata a Mugnano, nel Napoletano, la moglie del boss del clan dei Scissionisti. Ermelinda Pagano, sposata con Raffaele Amato, è anche sorella di Cesare, altro esponente di spicco della cosca. Era considerata la reggente del clan dopo gli arresti del marito e del fratello.

Un freno alle donne nei cda (Corriere Economia, 18 aprile 2011) – Più che uno stop. Sotto la nuova presidenza Siniscalco, Assogestioni ha fatto retromarcia in tema di donne nei consigli di amministrazione. Sono solo 4, infatti, i nomi femminili presenti nelle liste dell’ associazione sui 29 complessivi proposti nell’ attuale tornata di rinnovi. Tatiana Rizzante per Ansaldo Sts, Laura Iris Ferro per Enel Green Power, Elisabetta Magistretti per Pirelli, Silvia Melo per Finmeccanica. Un anno fa il rapporto donne/uomini per i consigli di amministrazione era stato da quote rosa: 3 su 8, una donna per ogni lista.

Miss Italia, un’offesa alle donne? (il Giornale, 21 aprile 2011) – Mancava un soffio e Antonio Ricci avrebbe dovuto tener fede alla promessa: togliere le veline da Striscia la notizia. Perché ieri stava per accadere un fatto storico in Rai: cancellare il concorso di Miss Italia, quel “mercato delle carni”, come è stato definito da uno stesso dirigente Rai, in cui si vedono sfilare in succinti costumi le più belle d’Italia. Bene, il patron di Striscia di recente ha scommesso che se in settembre il primo canale non manderà in onda il concorso, lui farà lo stesso con Federica e Costanza, assurte a simbolo dello sfruttamento del corpo delle donne. Comunque, la mozione per cancellare Miss Italia (dalla Rai, non dalle piazze italiane, visto che l’organizzazione è della famiglia Mirigliani) non è passata.

Ultimo schiaffo a Mukthar (La Stampa, 22 aprile 2011) – La donna pakistana è stata violentata nel 2002 da quattro uomini del clan Mastoi come vendetta in nome di una presunta relazione tra il fratello minore di lei e una donna appartenente al quel clan. La Corte suprema ha però scagionato cinque dei sei uomini accusati di essere gli autori dello stupro di gruppo. Per il sesto uomo, la condanna capitale è stata commutata in ergastolo.

La Scala di Susanna Malkki (la Repubblica, 22 aprile 2011) – ”Per ogni musicista o direttore, uomo o donna che sia, arrivare alla Scala è un grosso salto di carriera perchè stiamo parlando della casa dell’opera per eccellenza”. Parola di Susanna Malkki, finlandese di 42 anni, che sarà la prima donna sul podio della Scala, il 26 aprile, per la prima mondiale di “Quartett”, commissionata al compositore italiano Luca Francesconi e messa in scena da Alex Olle’ della Fura dels Baus.

Le donne senza eros (la Repubblica, 22 aprile 2011) – “Una volta, in un saggio per Penthouse, scrissi che Elizabeth Taylor era una donna prefemminista, e che esercita quel potere sessuale che il femminismo non è in grado di spiegare e che ha cercato di abbattere. Così argomentavo: ‘Attraverso star come Liz Taylor, percepiamo l´impatto rivoluzionario per i destini del mondo di donne leggendarie come Dalila, Salomè ed Elena di Troia’. ‘Il femminismo – continuavo – ha cercato di liquidare il modello della femme fatale come una calunnia misogina, un trito cliché. Ma la femme fatale esprime l´antico ed eterno controllo da parte delle donne del regno della sessualità’. Per me, l´importanza di Liz Taylor come attrice stava nel fatto che rappresentava un genere di femminilità ormai assolutamente introvabile nel cinema americano o inglese, radicato nella realtà ormonale, nella vitalità della natura. Era, da sola, un rimprovero vivente al postmodernismo e al poststrutturalismo, che ritengono che il genere non sia altro che un costrutto sociale”. Una riflessione di Camille Paglia.

(gv)

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