WOMAN's JOURNAL

Come imparare a difendersi dalla violenza psicologica

Sette giorni, dal 13 al 20 aprile per capire che cosa sia la violenza psicologica e come ci si può difendere. L’Osservatorio nazionale sullo stalking organizza quattro incontri nelle scuole medie e superiori d’Italia raccontare come l’amore spesso possa trasformarsi in un gioco pericoloso. Il 13 aprile all’Istituto Sandro Pertini di Cagliari, il 15 aprile al Liceo Capialbi di Vibo Valentia, il 18 aprile all’Istituto Baccelli di Tivoli (Roma) e il 20 aprile al Frisi di Milano.

Nato su iniziativa dell’ Associazione italiana di psicologia e criminologia, dal 2002, l’Osservatorio sviluppa programmi di formazione e aiuto alle vittime della violenza persecutoria. Ha aperto diversi sportelli, a Roma, Milano, Pescara, Genova, Cagliari, Vibo Valentia, Varese dove ci si può rivolgere per chiedere assistenza legale e psicologica. Inoltre ha attivato un numero verde antistalking, lo 06 44246573 che si aggiunge al numero nazionale del Ministero delle pari opportunità, il 1522.

La violenza psicologica non è riconosciuta giurdicamente a meno che non si configuri il reato di stalking, (che nel codice penale è previsto dal 2009). Senso di colpa, perdita di fiducia, sentimenti di dipendenza o di estraneità, sono molto comuni ma se prolungati e maturati nella coppia, in famiglia, con gli amici o sul lavoro devono preoccupare perché possono derivare da relazioni di abuso, da parte di chi invece di fare “del nostro bene” ci manipola.

Da Rischio morale: amore, un gioco pericoloso

Il termineRischio Morale, è mutuato dalle scienze economiche per meglio definire il contratto che regola sin dalla stipula – nascita o adozione – il bambino e i genitori o comunque chi si prende cura di lui, la relazione primaria che guiderà per tutta la vita i comportamenti e le relazioni del figlio, l’educazione. Tale contratto, prevede almeno un delegato (genitore o chi si prende cura di lui), il bene, inteso come l’appagamento dei bisogni, il dispensare sicurezza ed impartire l’educazione e, almeno un delegante (figlio) che è sottoposto al contratto, ai deleganti ed alle clausole fissate. L’esercizio di potere esercitato da uno o entrambi i delegati – potere a volte autorevole, a volte  autoritario – può deviare, molto più frequentemente di quanto si possa immaginare, del tutto dal contratto, quindi non tutelare gli interessi (il bene) del delegante (figlio), contando nell’impossibilità, da parte del figlio, di verificare la presenza di dolo o negligenza.

Per approfondire:

Il gaslighting, una forma di violenza psicologica

Rischio Morale – Aipc Editore – Amore, un gioco pericoloso -2

Primo piano nazionale contro la violenza di genere

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