WOMAN's JOURNAL

Il brunch – Rassegna stampa della settimana

La video inchiesta sulle mamma (Corriere della sera, 26 marzo 2011) – Son tutte belle le mamme del mondo è  il titolo del documentario itinerante che vuole raccontare la maternità in Italia (sopra il trailer). Perché diventare mamme perché no. La video inchiesta è realizzata dalla torinese Lia Furxhi e dalla bergamasca Chiara Cremaschi che in un viaggio per il Paese stanno raccogliendo le testimonianze delle donne. Prossimamente a Torino e a Roma.

Sicilia, l’assemblea “maschilista” non fa passare le quote rosa (Corriere della sera, 26 marzo 2011) – Hanno chiesto il voto segreto sull’emendamento alla nuova legge elettorale che obbligava a scegliere una donna per la seconda preferenza. E l’emendamento non è passato. Il Parlamento siciliano l’ha respinto con 38 no e 28 sì. L’assemblea è oggi composta da 90 deputati maschi e da 3 donne. Il governatore Lombardo ha commentato di non “capire l’ostilità che si è venuta a creare su questa norma, mi auguro ci si possa tornare”.

Bambole e vestiti rosa ecco perché ritorna il modello piccole donne (Corriere della sera, 26 marzo 2011) – Un convegno il prissimo 30 marzo all’Università Bicocca di Milano indagherà le ragioni del perché c’è un ritorno alla femminilizzazione dei giochi e dell’abbigliamento per l’infanzia. Le bambine sono sempre vestite di rosa, giocano con le Bratz, o con le intramontabili barbie, hanno camerette sempre in rosa e giocano a fare le mamme. Un’educazione che stride, poi, con gli obiettivi di carriera e di successo, o forse no?

Striscia la notizia e le veline (Libero, 26 marzo 2011) – Ne fa una questione di principio Striscia la Notizia, che difende le sue veline dagli attacchi mossi dal movimento femminile di sfruttamento del corpo femminile. Promette di togliere le veline dalla prossima edizione del programma, se la Rai rinuncia a Miss Italia e la Repubblica ai due periodici femminili, D e Velvet dove, secondo Stiscia “le donne sono ridotte ad attaccapanni”. Intanto, il programma estivo Veline quest’anno non andrà in onda.

Pilota, ministra, generalessa. La guerra delle pari opportunità (Il Giornale, 25 marzo 2011) – È donna il segretario di Stato americano Hillary Clinton che più del presidente Obama  stata decisa a entrare in guerra con la Libia. È donna l’ambasciatrice americana all’Onu che ha convinto il Consiglio di sicurezza a non porre il veto all’intervento, donna è anche il comandante delle forze aeree Nato e a comando femminile sono anche due caccia che guidano gli attacchi (una è italiana e comanda un Eurofighter). Quindi, non è proprio fondato lo stereotipo che le donne se governassero sarebbero più pacifiste. Anche la storia dimostra che le donne sanno combattere e con determinazione.

“Quote rosa? Ora è necessario forzare i tempi” (Il Secolo d’Italia, 25 marzo 2011) – La giornalista Marina Terragni esperta di tematiche di rappresentanza e autrice di La scomparsa delle donne parla della scarsa presenza in lista delle donne nelle prossime elezioni amministrative, a destra come a sinistra. Sono sempre di più gli italiani che si dichiarano a favore di un premier donna (sono il 75%). Lo scoglio più importante è l’attuale classe politica, non disposta a cedere il potere, per questo è necessaria la forzatura delle quote.

Figuraccia Coni, miss Italia sport già cancellata (La Repubblica, 22 marzo 2011) – Sarebbe dovuto essere un concorso di bellezza aperto solo alle atlete professioniste, organizzatrice la stessa Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia. Ma non si farà, il Coni ha considerato il momento storico inappropriato: far gareggiare le atlete oltre che per bravura anche per bellezza rischia di attirare ire da molte parti. La versione invece di casa Mirigliani sono state difficoltà di “carattere tecnico-organizzativo”.

Stupro, sette anni di carcere all’ex presidente (Il Messaggero, 23 marzo 2011) – Mshe Katzav, presidente della Repubblica israeliana, dal 2000 al 2007 è stato condannato in appello a sette anni di carcere per stupro nei confronti di due donne, sue colleghe quando era alla guida del ministero del Turismo, alla fine degli anni Novanta. L’attuale presidente Benjamin Netanyahu ha espresso “dolore e vergogna” ma anche orgoglio l’imparzialità del sistema giuridico.

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