WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa della settimana

“L’Italia ha bisogno delle quote rosa” (Libero, 13 marzo 2011) – Donne imprenditrici scrivono al giornale dell’accoppiata Feltri-Belpietro per difendere lo strumento delle quote rosa: “Anche a noi piacerebbe che fosse la società e non una legge a riconoscere il merito tout court, ma purtroppo così non è. Nella invalsa abitudine tutta italiana di una cooptazione non per merito o talento ma per altri, talvolta poco onorevoli, motivi, sono le donne a pagare il prezzo più alto. In una situazione bloccata dove le donne rappresentano il 60% dei laureati e più del 30% negli Mba, ma solo il 7,6% dei membri nei cda delle società quotate, le quote sono l’estremo rimedio”.

La resistibile ascesa delle donne italiane (Corriere della Sera, 13 marzo 2011) – Nel 1960 partecipavano al mercato del lavoro quattro donne su dieci. Nei 2010 siamo arrivati a cinque. Cinquant’anni per conquistare un punto percentuale in più, nonostante le pressioni dell’Europa che ci chiedeva di arrivare almeno a 6. La Danimarca e la Svezia dove sono occupate 7 donne su dieci resta lontana anni luce. Tant’è che le famiglie in cui lavora solo l’uomo in Italia raggiungono la percentuale record del 40 per cento. Nessuno fa peggio di noi, stavolta nemmeno la Grecia.

Anita&C, donne “giganti” (Corriere della Sera, 13 marzo 2011) – Anche loro hanno giurato di fare l’Italia o di morire. Sono le “Sorelle d’Italia”, donne che hanno contribuito all’Unità e più tardi alla costruzione di un’identità nazionale. Una mostra a Pisa celebra queste figure storiche spesso sconosciute (sopra “Gli italiani si voltano” di Alberto Lattuada, tratto dal film ad episodi “L’amore in città”, 1953).

Le donne cambiano i consumi (Il Sole 24 Ore, 14 marzo 2011) – Alimentare, healthcare e istruzione. Sono questi i settori che secondo Goldman Sachs potrebbero beneficiare dell’aumentato potere d’acquisto delle donne. Il tema, cui la banca americana ha dedicato già da anni studi specifici, sta diventando via via più interessante proprio per i risvolti che può avere sul mondo economico e finanziario. “Le ricerche di Euromonitor indicano che già ora le donne rappresentano i tre quarti della spesa di beni di consumo”.

Le donne d’oro (Il Sole 24 Ore, 15 marzo 2011) – Hanno messo la freccia. Sul podio ci stanno salendo loro, sempre più spesso, e sono pronte al sorpasso. Un sorpasso che, dopo il pareggio di Pechino (4 ori femminili e 4 maschili) è già scritto, almeno nelle proiezioni del Coni che prevede per i prossimi giochi olimpici di Londra la conquista di 12 medaglie d’oro: 7 femminili e 5 maschili. Cinque ciascuno quelle d’argento e 7 bronzi contro due in favore delle atlete. In attesa del 2012, il 2010 e l’inizio di quest’anno sono già, comunque, decisamente colorati di rosa.

Manager donna cercasi (la Repubblica, 17 marzo 2011) – Invisibili. Trasparenti. Riluttanti. Introvabili. Chiedete perché in un mondo fatto al 50 per cento da donne e al 50 per cento da uomini, là in alto, nelle stanze dei bottoni, ci siano solo quelli vestiti con giacca e cravatta – loro, quelle “diverse”, non raggiungono il 5 per cento – e vi risponderanno così. Che è come dire: le donne ai vertici non ci sono per colpa loro. Niente di più falso: le donne pronte per andare al comando ci sono eccome, e come se si fossero messe d’ accordo, ecco due importanti associazioni, la Fondazione Bellisario e la Professional Women Association, incaricarsi di rompere uno stereotipo incallito e presentare un elenco di più di mille nomi accompagnati da curricola ineccepibili.

Donna, leghista, coloured (il Riformista, 17 marzo 2011) – Sandy Cane, 48 anni, italo-afroamericana e leghista convinta, è il sindaco di Viggiù, piccolo comune di 5mila abitanti in provincia di Varese al confine con la Svizzera. Di strano non dovrebbe esserci nulla. Ma in Italia, accostare le parole “donna”, “di colore”, “leghista” e “sindaco” fa ancora notizia. Ma a chi dice che si tratta di ‘effetto Obama’, la Cane risponde “Obama è un mio idolo, ma penso si tratti piuttosto di effetto Bossi”. La nuova prima cittadina è nata a Springfield, nel Massachusetts, nel 1961, da padre americano e madre di Viggiù. I suoi genitori si conobbero durante la guerra in Francia, dove i nonni materni si erano rifugiati con la famiglia e il papà soldato era arrivato per combattere i nazifascisti. All’età di dieci anni Sandy Cane si è trasferita a Viggiù con la madre, dopo la separazione dei suoi genitori. E’ tesserata Lega da anni, ha vinto le elezioni con il 28,25% dei voti.

(gv)

Annunci

Archiviato in:rassegna stampa, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,689 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: