WOMAN's JOURNAL

Le aziende dicono no alla pubblicità sessista

Le donne sono tante, diverse nel carattere e nell’aspetto ma nelle pubblicità vengono sempre ritratte seminude, ammiccanti e giovani (nella foto una pubblicità censurata dallo Iap, l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria). E c’è chi non sopporta più quest’uso del corpo femminile come strumento per vendere un prodotto. A cominciare da alcune aziende italiane  e straniere che hanno sottoscritto il Manifesto per l’utilizzo responsabile dell’immagine femminile in pubblicità ideato dall’associazione  Pari o dispare e che sarà presentato il prossimo 21 marzo a Milano.

Un documento programmatico in cui Accenture, Agos, Ducato, Enel, Eni, Kroll, Intesa San Paolo, Johnson and Johnson, L’Oreal, Microsoft, Vodafone, Unilever tra le altre, si impegnano a non “associare il proprio marchio a messaggi discriminatori o degradanti, siano essi espressi in forme dirette o indirette, basati su stereotipi di genere, o che, valutati nel loro contesto, possano esaltare o indurre una qualsiasi forma di violenza contro le donne “. Il messaggio da veicolare non sarà più di semplice seduzione attraverso l’uso del corpo femminile. Anche perché c’è una metà almeno dei clienti che sono donne e che non vengono raggiunte da un messaggio di questo tipo.

La conferenza stampa, inizierà alle 11 al Centro congressi fondazione Cariplo, di via Romagnosi 8. Parteciperanno oltre alle imprese che hanno aderito Emma Bonino e Cristina Molinari, presidente onoraria la prima e alla guida del Comitato Pari o Dispare la seconda.

IL MANIFESTO

Le aziende firmatarie aderiscono, nel quadro di un impegno di Corporate Social Responsibility, al “Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile”, lanciato dal Comitato Pari o Dispare.

Le aziende firmatarie, consapevoli dell’importanza dell’ innovazione e della meritocrazia, ritengono che una rappresentazione delle donne moderna, articolata, che rifletta le molteplici facce della realtà femminile attuale, rispettosa della dignità della persona, possa anche contribuire allo sviluppo del paese e ad un miglior dialogo con le consumatrici e i consumatori.

Non intendono perciò associare il proprio marchio a messaggi discriminatori o degradanti, siano essi espressi in forme dirette o indirette, basati su stereotipi di genere, o che, valutati nel loro contesto, possano esaltare o indurre una qualsiasi forma di violenza contro le donne. Si impegnano pertanto a fare scelte coerenti con tale impegno nelle proprie campagne e iniziative pubblicitarie.

Il “Manifesto” sottoscritto raccoglie e rilancia sostanzialmente raccomandazioni e risoluzioni più volte espresse dalle Nazioni Unite e dal Parlamento Europeo.

LE AZIENDE CHE HANNO GIA’ ADERITO: Accenture, Agos, Ducato, Data processing organization, Enel, Eni, Kroll, Intesa San Paolo, Johnson & Johnson, Microsoft, Missoni, Olivetti, Procter & Gamble, Relight, Unicredit, Unilever, Vodafone.

Annunci

Archiviato in:economia, stereotipi, , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,529 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: