WOMAN's JOURNAL

Pillola del giorno dopo, possibile obiezione anche per i farmacisti

Anche i farmacisti potrebbero diventare obiettori di coscienza e, quindi, rifiutarsi di vendere la pillola contraccettiva e la “pillola del giorno dopo”. Il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso positivamente sulla possibilità anche per i farmacisti (e non solo per medici e operatori sanitari come prevede l’attuale legge) di opporsi alla vendita di farmaci che contrastano con il personale diritto alla libertà religiosa e di coscienza, tra questi i farmaci contraccettivi (qui il parere).

Il quesito era stato posto alla Commissione dall’onorevole Luisa Capitanio Santolini dell’Udc, che chiedeva di non vendere prodotti farmaceutici di contraccezione d’emergenza nel cui foglio illustrativo non si esclude la possibilità di un meccanismo d’azione che porti all’eliminazione di un embrione umano.

Il primo a chiedere che il diritto all’obiezione fosse esteso anche ai farmacisti era stato papa Benedetto XVI, nel 2007: “non  è possibile anestestizzare le coscienze sugli effetti di molecole che hanno lo scopo di evitare l’annidamento di un embrione o di cancellare la vita di una persona”. Aveva, inoltre, definito la pillola del giorno dopo, la Ru486, una medicina con “scopi chiaramente immorali”.

Contrario alla decisione quasi unanime del Comitato il ginecologo dell’Università di Bologna Carlo Flamigni che al Corriere della Sera ha spiegato: “Mi ha irritato il disprezzo per la scienza da parte dei filosofi (che compongono in maggioranza il Comitato in cui siedono il 20% di donne, ndr). Non si può sostenere che la pillola del giorno dopo inibisca l’impianto dell’embrione. L’unica ricerca cui fare riferimento, del Karolinska Institute, dimostra che la pasticca è antagonista dell’ovulazione, la ritarda. E’ questa, fino a prova contraria la verità. I filosofi dovrebbero accettarla”. Dubbi sono stati sollevati da alcuni del Comitato sull’equiparazione del farmacista al medico, in quanto il primo non ha potere di entrare nel merito delle scelte del secondo.

Parere positivo alla decisione da parte del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella che chiede che venga modificata la legge, quella 194 del 1978 e 40 del 2004. Ma si dovrà comunque, sempre garantire il diritto costituzionale alla salute e all’assistenza sanitaria. Anche il Comitato di bioetica ha precisato che “presupposto necessario e indispensabile per l’eventuale riconoscimento legale dell’obiezione di coscienza è, dunque, che la donna donna debba avere in ogni caso la possibilità di ottenere altrimenti la realizzazione della propria richiesta farmacologica”.

Un video sulla storia della pillola RU486 di Daniela Sala e Alessia Cerantola.

 

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Archiviato in:cultura & scienza, salute, società, , , , , , , , ,

2 Responses

  1. giovanna ha detto:

    attenzione! si tratta di un attacco alla contraccezione a tutto campo. Il parere del CNB è stato dato in quanto nel foglietto illustrativo del Norlevo si dichiara che il farmaco può impedire l’annidamento di un ovulo fecondato. Per inciso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha categoricamente escluso questà possibilità. Comunque, se leggete il foglietto illustrativo di numerose pillole anticoncezionali (Klaira, Evra, Arianna, Minesse, etc)viene riportato che questi prodotti rendono “l’endometrio inidoneo all’annidamento” ovvero “le alterazioni dell’endometrio possono contribuire all’efficacia del prodotto”.
    E’ quindi evidente che vogliono portarci indietro di 50 anni.

  2. Laura Preite ha detto:

    Sì l’operazione che si sta facendo è puramente ideologica. L’ideologia di pochi, contro la salute e il buon senso di tutti

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