WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa della settimana

Afghanistan, intervista all’unica donna magistrato (il Messaggero, 22 febbraio 2011) – I talebani, ma anche esponenti della galassia criminale, la vogliono morta. Più di un collega gradirebbe che lasciasse libero lo spazio professionale che occupa in nome e per conto della legalità. Considerato il contesto non è facile, per molti, perdonarle il “peccato originale”: è donna in carriera con la possibilità di decidere delle vite degli altri. Ma piuttosto che arrendersi la signora Maria Bashir (nella foto) si è attestata in trincea. Circondata da guardie del corpo, negatele dal “suo” governo e messe a disposizione da Washington, procede spedita nell’applicare la legge.

Bersani: “Governo per metà di donne” (l’Unità, 20 febbraio 2011) – È andato alla manifestazione del 13 febbraio a Piazza del Popolo. Il giorno dopo ha scritto una lettera al Comitato promotore «Se non ora quando» chiedendo un incontro «per valutare insieme le azioni più utili da produrre nel Paese e nelle Istituzioni a sostegno della vostra battaglia». Il 19 ha chiuso la conferenza delle Democratiche annunciando una serie di iniziative del Pd sia a livello parlamentare che di mobilitazione in piazza. Bersani è convinto che per andare «oltre» Berlusconi sia necessario combattere una battaglia anche di tipo «culturale», che porti a una «riscossa morale e civica». Così ha deciso di utilizzare il Ruby-gate per rilanciare la questione femminile.

La guerra sotterranea contro le donne (il Corriere della Sera, 21 febbraio 2011) – “Colpiscono i dati: a Roma sono diminuiti i furti e le rapine ma aumentano le violenze contro le donne: si tratta di un degrado culturale che le donne sono le prime a pagare”. Il commento di Dacia Maraini.

Le donne scomparse a Torre del Lago (la Repubblica, 22 febbraio 2011) – La svolta nelle indagini sulla scomparsa di Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro arriva alle sette di mattina del 20 febbraio. Due arresti che fanno improvvisamente luce sulla vicenda delle due donne misteriosamente scomparse quest’estate a Torre del Lago. In manette finiscono Massimo Remorini, l’uomo che seguiva gli interessi delle donne, e Maria Casentini, la badante. Ma soprattutto sembra arrivare la conferma di quello che si temeva da tempo: la morte delle due donne.

La sfida delle donne e la forza della piazza (il Messaggero, 21 febbraio 2011) – “Questa non è la storia di quattro straccione che non sopportano di assistere al teatro di una vita agiata: chi ha meno soldi non può né vuole toglierli a chi ne ha di più. E’ inattuale sostenere che la gente scende in piazza perchè desidera una violazione del diritto di proprietà, la gente scende in piazza contro quella violazione, la gente scende in piazza perchè è la gente a subirla quella violazione da parte di un sistema che impropriamente può, vuole e toglie”. Il commento di Giulia Carcasi.

Donne a capo delle aziende, la via inglese e quella tedesca (Il Foglio, 22 febbraio 2011) – La kanzlerin Angela Merkel ha detto che “è un vero scandalo” che nelle aziende tedesche ci siano così poche donne al comando, il commissario europeo Viviane Reding ha minacciato di imporre le quote rosa alle cinquecento maggiori società europee e in Gran Bretagna è in arrivo una proposta per cambiare la cultura aziendale a favore delle donne. E in Italia?

100 donne per spiegare le donne (il Riformista, 24 febbraio 2011) – Scrittrici, registe, storiche, politiche, sindacaliste e giornaliste coordinate dalla giornalista pugliese Ritanna Armeni. Ognuna di loro ha compilato una voce, restituendoci le parole della politica, del femminismo, della filosofia e del desiderio. Un arazzo disegnato da definizioni che cancellano gli stereotipi e ridisegnano i confini del linguaggio femminile.

Violenze sessuali: il coraggio delle donne (ItaliaOggi, 25 febbraio 2011) – Era stata violentata all’età di 11 anni da un branco di adolescenti . Pochi mesi fa la stessa sorte è toccata a una sua giovane parente, stuprata all’uscita di una discoteca da una guardia giurata. Una decina d’anni fa la morte della sorella Stefania, ritrovata cadavere nella vasca da bagno, era stata archiviata come incidente ma lei è convinta che l’inchiesta sia stata chiusa troppo frettolosamente. Così la veneta Virna Cassol, 45 anni, ha deciso che era ora di dire basta alla violenza e alle molestie contro le donne e ha fondato la prima associazione in Italia che riunisce le vittime di abusi sessuali e di stalking disposte a rendere pubbliche esperienze terribili solitamente nascoste a tutti.

Contro le quote rosa (il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2011) – “In Germania le quote rosa vengono chiamate Frauenquote: il suono è magnifico perché alle orecchie di un italiano dà quel senso d’imperatività, inflessibilità e indocilità che sono le caratteristiche, per l’appunto, delle riserve indiane destinate alle signore. Il dibattito de’ noantri ha preso una piega piuttosto bizzarra: da una parte donne che disinteressatamente combattono per giusti diritti spalleggiate da maschi redenti e aperturisti che sì, certo, anche nelle loro aziende vorrebbero tanti consiglieri donna, salvo non averne finora messa nessuna o quasi. In mezzo prudenti gradualisti che anche loro, per carità, son convinti che le Frauenquote siano wunderbar, ma implorano che almeno vengano introdotte lentamente e con sanzioni meno severe. Infine, uno stravagante gruppo di donne e uomini che dicono di no punto e basta, per motivi di libertà, dignità ed efficienza economica”. Il commento di Alessandro De Nicola.

(gv)

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