WOMAN's JOURNAL

Consigli di amministrazione più rosa? Forse

Sembrava fatta e invece, la proposta di legge che prevede un 30% di donne nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate (nella foto la borsa di Milano) ha subito una brusco arresto. Dopo essere stata approvata dalla Camera (in commissione deliberante, senza passare dal voto dell’aula) a dicembre, la proposta di legge bipartisan della parlamentare Pdl Lella Golfo da e Alessia Mosca del Pd è ora all’esame del Senato.

Confindustria, l’Associazione bancaria italiana, Abi, e l’associazione nazionale imprese assicuratrici, Ania hanno scritto al presidente della Commissione finanze del Senato, Mario Baldassare, per chiedere che la legge venga modificata e cioè che la quota del 30% al sesso meno rappresentato (non solo alle donne, quindi) sia raggiunta in modo graduale, in due o tre mandati.

La proposta Golfo – Mosca prevede che dopo sei mesi dall’entrata in vigore, i nuovi consigli societari (anche delle società con partecipazione pubblica) abbiamo almeno il 30% di donne. La norma, transitoria, si applica per tre rinnovi. Sarebbe un salto in avanti molto consistente. Oggi nel nostro Paese solo il 4% delle aziende che sono in borsa hanno donne nei propri organi societari (la media dei 27 paesi Ue è dell’11%, dati Commissione europea). Le tre organizzazioni industriali chiedono anche che venga abolita la sanzione che va di pari passo con il provvedimento e cioè la decadenza automatica dei consigli che non rispettano la nuova legge.

I senatori hanno risposto alla lettera delle tre organizzazioni presentando 53 emendamenti alla legge, che è in calendario per martedì. Cinquantadue sono a firma Pdl e uno Italia dei valori. L’onorevole Golfo, all’Ansa, a caldo, ha dichiarato: “A quanto pare il merito delle osservazioni alla proposta di legge sulle quote di genere rilevate da Abi, Ania e Confindustria coincide perfettamente con gli emendamenti presentati in commissione Finanze da alcuni parlamentari (…). Mi sembra di intravedere la volontà di arrestare una legge che certamente introdurrebbe un cambiamento epocale all’insegna della meritocrazia nella formazione delle nostre classi dirigenti“. Si dice fiduciosa che il Pdl farà quadrato per difendere il provvedimento che “non è un regalo alle donne ma un regalo al Paese” e per il quale anche il presidente del Senato Renato Schifani aveva chiesto una rapida approvazione.

Per approfondire:

Perché il mix di talenti è vincente? L’articolo del Sole 24 Ore

La dura presa di posizione dell’ associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda: comunicato stampa AIDDA

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One Response

  1. […] sulle quote di genere nei consigli di amministrazione delle società private e pubbliche quotate (leggi l’articolo su WJ)che incontra molte resistenze in Parlamento, seppur si tratti di una misura provvisoria e meno […]

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