WOMAN's JOURNAL

Non è un gioco da ragazze: la segregazione femminile nello sport

di Carlotta Addante

L’ultima gaffe è stata di due commentatori inglesi di Sky Sport, Andy Gray e Richard Keys, che durante la partita di Premier League tra Liverpool e Wolverhampton si sono lasciati andare a un commento sessista su un’assistente di gioco donna (nel video sopra). “Ci credi? Un guardalinee donna. Le donne neanche sanno cos’è un fuorigioco” si è lasciato scappare Gray pensando di essere a microfono spento.

Secondo i due, la ragazza, Sian Massey, 25 anni, aveva chiamato un fuorigioco che non c’era. Ma poi lei li ha smentiti. La moviola ha dato ragione alla giovane guardialinee, sbugiardando le due voci di Sky ed Andy Gray, storico commentatore del canale è stato licenziato (leggi l’articolo del Sole 24 Ore).

L’episodio fa riemergere il problema della discriminazione femminile nello sport. Anche se le donne vincono e tanto (nel 2009, ai Giochi del Mediterraneo, gli ori femminili superarono quelli maschili 34 a 30) continuano a restare nell’ombra. E’ più facile che le sportive vengano ricordate per la loro avvenenza fisica più che per le doti sportive. Basta digitare le parole “calciatrici”, “nuotatrici”, “tenniste” o semplicemente “sportive” su Google e paragonare i risultati con i loro corrispettivi al maschile. E anche le olimpioniche Valentina Vezzali e Federica Pellegrini e la tennista numero quattro al mondo, Francesca Schiavone, sono meno star dei campioni maschi  (per esempio Massimiliano Rosolino o il canoista Antonio Rossi, per non parlare dei calciatori).

Si sente spesso dire che le donne, per le loro caratteristiche fisiche, partano già discriminate. Ma  lo psicologo dello sport Alberto Cei, intervistato da Repubblica ha dichiarato: “Una ragazza la prendi e lei di solito risponde meglio di un uomo. Succede anche nella scuola, non soltanto nello sport agonistico. Direi che nella donna troviamo una capacità più selettiva di attenzione, di concentrazione nel gesto tecnico”.

Eppure su La Stampa, qualche giorno fa Adolivio Capece, capoufficio stampa della Federazione scacchistica italiana, ha dichiarato: “Gli scacchi richiedono concentrazione, forza fisica, tenuta nervosa e le donne cedono allo stress più facilmente degli uomini”, dimenticando che l’ungherese Judith Polgar nel 1993 batté, proprio a scacchi, l’ex campione del mondo Boris Spassky e che è donna la più giovane campionessa di scacchi, 16 anni, la cinese Hou Yifan (nella foto). Ma le donne, a scacchi giocano in un campionato considerato di serie B e noi continuiamo a ricordarci tutta la formazione del Milan ma nemmeno un nome di una giocatrice del campionato italiano di calcio femminile.

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