WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa della settimana

Il Kosovo in cerca di un’identità femminile (Terra, 9 gennaio 2011) – Il difficile cammino dell’indipendenza della nazione più giovane e più povera d’Europa. Violenza domestica, mancanza di assistenza legale in caso di divorzio, eredità e proprietà legittime inesistenti. L’intervista di Stefano Casprini a Lina Andéer, funzionaria dell’organizzazione svedese “Kvinna til kvinna” (“Donna a donna”), presente in Kosovo dal 1993.

Storia di Magaline, a capo di una tendopoli haitiana (La Stampa, 11 gennaio 2011) – “Magaline Richard sfoggia un vestito arancione e due orecchini vistosi. Lo sguardo più che fiero è duro. Glaciale, quasi inespressivo. Forgiato dalla vita, dall’esperienza, dalla sofferenza. E dal lavoro. Perché Magaline Richard ha un ruolo particolare che non ammette debolezze, passi falsi e concessioni. È il capo di una tendopoli a Port-au-Prince, l’autorità, il potere che regola i rapporti fra la gente per evitare che la convivenza forzata di oltre 3 mila persone (la metà bambini), 650 famiglie in tutto, degeneri nell’anarchia e nella violenza”.

Un’altra donna ostaggio dell’Iran (Corriere della sera, 11 gennaio 2011) – Nasrin Sotoudeh ha vinto il Premio per i diritti umani assegnato dall’Organizzazione Human Rights International di Bolzano nel 2008. Stretta collaboratrice di Shirin Ebadi, esponente della campagna “Un milione di firme” per cambiare le leggi discriminatorie contro le donne, Sotoudeh ha difeso molti attivisti dei diritti umani, attivisti per i diritti delle donne, di minori vittime di abusi, di bambini che rischiano l’esecuzione e, cosa che negli ultimi tempi deve aver fortemente irritato il regime, di dissidenti incarcerati per aver manifestato contro i brogli che hanno viziato l’elezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica Islamica. Ora è in carcere accusata di propaganda contro il regime.

Non è un paese per donne (l’Unità, 12 gennaio 2011) – Il 23 dicembre scorso il Senato ha approvato la legge per il rientro dei lavoratori dall’estero. La proposta – promossa dall’Associazione 360 di Enrico Letta e focalizzata sui giovani under 40 – prevede che gli incentivi abbiano un’intensità di erogazione diversa per le donne. Tecnicamente i 200mila euro di benefici sono computati sotto forma di riduzione fiscale, considerando per le donne il 20% della base imponibile, per gli uomini il 30%.

Cosa nostra in salsa rosa (Libero, 13 gennaio 2011) – Chissà se le cosiddette conquiste del femminismo c’entrino o meno. O, magari, è solo il segno dei tempi: sta di fatto che “la mafia è donna” perché “a comandare sono le femmine” in quanto “la donna è una persona seria e calma che sa pensare”. Tutto vero, almeno in linea di principio: il cuore delle organizzazioni criminali è di sesso femminile, sono cioè le donne a garantirne continuità ed efficienza, specie se i maschi di famiglia sono morti o dietro le sbarre.
La frase non è tratta dai soliti trattati di sociologia meridionalista: è, invece, quel che testualmente si legge in un’intercettazione telefonica captata dalla procura della repubblica di Catania.

Se bisogna giustificarsi per non essere madri (Repubblica, 13 gennaio 2011) – In questo fiorire di nursery, baby alta moda, psichiatri infantili, videogiochi, Tata Matilda e intrattenitori di babyfeste, chi non ha figli torna ad essere, a seconda dei punti di vista, un anarchico, un poveretto, un fortunato, uno stravagante, un asociale, in ogni caso un diverso: soprattutto se di sesso femminile, perché se una donna non è mamma non è una vera donna. E infatti una donna senza figli deve rendere conto ancora adesso di questa sua anomalia: insomma continua ad essere una curiosità da sondaggio o da dolente intervista.

Donne in Parlamento (L’espresso, 20 gennaio 2011) – Mercoledì 19 gennaio a Roma il comitato Pari o Dispare discute di “Questione femminile, questione Italia” presso la Sala Zuccari del Senato. Il programma prevede un intervento sul contesto da parte delle economiste Alessandra Casarico e Paola Profeta; la presentazione di tre proposte del comitato; e due panel in cui discuteranno importanti rappresentanti delle istituzioni, da Emma Marcegaglia a Rosy Bindi, da Anna Maria Tarantola a Susanna Camusso; ci saranno Emma Bonino e tre senatrici. Serena Dinelli e Serena Romano presenteranno inoltre il Manifesto per una Pubblicità Consapevole, documento che impegnerà le aziende aderenti a un utilizzo responsabile dell’immagine femminile.

La laica e musulmana Sherry Rehman (Il Foglio, 14 gennaio 2011) – La deputata liberale pachistana Sherry Rehman, che aveva presentato in Parlamento una proposta di modifica della legge sulla blasfemia, è stata colpita da una fatwa degli integralisti islamici. L’ex ministro dell’Informazione è stata dichiarata infedele da un imam di Karachi. La Rehman, ex collaboratrice di Benazir Bhutto, temendo per la sua incolumità, vive ora sotto scorta.

(gv)

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