WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa della settimana

Donne e lavoro (Avvenire, 7 dicembre 2010) – Il 62% delle società a guida femminile registra performance finanziarie brillanti, ma in Italia, nonostante le donne occupino posti di responsabilità in settori cruciali come scuola, sanità e magistratura, l’occupazione in rosa è rallentata e va di pari passo con il basso tasso di natalità. Un articolo di Laura Badaracchi.

Più donne nei cda delle aziende (Europa, 8 dicembre 2010) – Passa al Senato il ddl Golfo-Mosca sulla rappresentanza di genere obbligatoria: l’iter alla Camera si è infatti concluso e si conta che la proposta di legge, nella forma di modifica al Testo Unico della Finanza, possa passare a Palazzo Madama prima del 14 dicembre. Le grandi imprese italiane a partecipazione statale devono rinnovare i consigli nel 2011. Un articolo di Anna Puccio. I dubbi di Carlo Giovanardi.

Congedo di maternità (Corriere della Sera, 8 dicembre 2010) – I governi dell’Unione europea, tra cui Gran Bretagna e Francia, hanno respinto la proposta del Parlamento europeo di portare la durata minima del congedo di maternità a 20 settimane e a instaurare il principio del congedo di paternità pagato. “La maggioranza degli Stati membri dell’Ue ritiene che il Parlamento sia andato troppo lontano proponendo l’aumento del congedo maternità a 20 settimane, con una remunerazione al 100% del salario”, ha spiegato il ministro del Lavoro belga, Joëlle Milquet, il cui Paese assicura la presidenza di turno dell’Ue. A fine ottobre, il Parlamento europeo aveva votato a favore dell’innalzamento a 20 settimane (come in Italia), rispetto alle attuali 14, retribuite al 100%, del periodo di congedo maternità. Un articolo di Gianna Fregonara.

Una mattanza (La Stampa, 9 dicembre 2010) – Un’altra vittima della violenza, un’altra vittima che si poteva evitare. Parliamo di Anna Rosa Fontana, donna di 38 anni uccisa ieri sera dall’ex convivente Paolo Chieco a Matera. L’uomo ha accoltellato la donna ripetutamente squarciandole la gola ed è stato poi  arrestato. Un articolo di Maria Corbi. E a Lucca viene uccisa un’altra donna, colpevole di aver respinto alcune avances.

Le tate per le future mamme (Corriere della Sera, 8 dicembre 2010) – La parola “doula” viene dal greco, e si riferisce ad una donna che sta a servizio di un’altra donna (sebbene in greco moderno la parola ha alcune connotazioni negative, significa “schiavo” o “servitore di Dio”). L’antropologa Dana Raphael usò per prima questo termine, per riferirsi a madri già con prole a carico, che assistevano le neo-madri nell’allattamento e nelle prime cure al neonato, nelle Filippine. Così il termine sorse inizialmente in riferimento al contesto del postpartum, ed è ancora usato con quella concezione. Un articolo di Rossella Burattino.

I preti donna (Il Giornale, 8 dicembre 2010) – Le donne sono ancora vittime di una «opinione ludica» che le ha «fatte a uso dell’uomo», e sarebbe ora di «distruggere tutti i burqa, anche quelli della discriminazione nell’esercizio del sacro», aprendo loro anche l’accesso al sacerdozio cattolico. Lo afferma don Luigi Maria Verzé, presidente della Fondazione San Raffaele in una delle pagine di un lungo articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Kos, in libreria dal 9 dicembre. Un articolo di Andrea Tornielli.

Zmagria (Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2010) – “La nostra cultura e i nostri genitori non vogliono lasciarci nessuna possibilità di scelta, vogliono per noi usi e costumi lontani da quello che noi viviamo come giovani e come donne nel nostro contesto italiano. La mia doppia vita e identità è frustrante. Mi sento schizofrenica, ogni scelta che farei avrebbe un prezzo sempre troppo caro. E allora sto lì sul filo, tra il vivere e il fingere”. È Loubna a confidarsi sul blog Zmagria, che si occupa di immigrazione all’interno del Sole24ore.com. Un articolo di Karima Moual.

Premiato il mondo lesbo (InToscana.it, 6 dicembre 2010) – Una tesi di laurea dedicata a “Il lesbismo nel femminismo radicale italiano degli anni ’70” e una intitolata “Formazione dell’identità lesbica e gay: il processo di coming out come fattore di sviluppo” hanno vinto la prima edizione del premio di laurea in studi sul lesbismo e sul genere promosso dall’associazione nazionale Arcilesbica. I premi sono stati assegnati a Firenze. Al concorso hanno partecipato 22 lavori valutati da 30 studiose del fenomeno Le tesi verranno raccolti in un fondo che sarà consultabile anche sul web.

Non è un gioco da ragazze (Womenews.net, 9 dicembre 2010) – Un libro per analizzare il particolare rapporto tra sindacato e movimento femminista negli anni ’70, che pone interrogativi anche sulle scelte degli anni successivi. Tre tesi di laurea raccolte dalla Cgil che, come scrive Anna Rossi Doria nella prefazione, “gettano molti fasci di luce sulla vicenda del femminismo sindacale, la più originale di tutto il neofemminismo italiano e insieme quella rimasta più in ombra”. Un articolo di Giovanna Romualdi.

La politica del desiderio (Step1.it, 7 dicembre 2010) – “Quando dopo il sessantotto e le contestazioni studentesche, le forze politiche, soprattutto di sinistra, hanno fatto proprie le ragioni del movimento femminista, prerogative prima soltanto maschili, come la politica, si sono aperte alle donne. Questa apertura, come viene sottolineato esplicitamente nel cortometraggio, è stata protratta attraverso un’idea egualitaria e di parità che di fatto ha portato molte donne ad omologarsi ai modelli maschili. Così è evidente come oggigiorno quella liberalizzazione dei costumi, così fraintesa, ha fatto sì che giovani donne ambissero ad acquisire i peggiori difetti del mondo maschile: dal banale vizio del fumo, all’ostentazione volgare del corpo ad uso e consumo delle perversioni degli uomini”. Un articolo di Giulio Foderà.

On ne naît pas… on le devient (Womenews.it, 8 dicembre 2010) – Scrive Alice Ceresa nel suo “Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile” (Nottetempo, 2007) alla voce donna: “Nessuno sa come e che cosa sarebbe la femmina umana se non avesse dovuto già in tempi lontani abbandonare la naturale identificazione biologica per l’innaturale assunzione di un vuoto involucro concettuale quale è appunto il termine di donna”. Una riflessione di Paola di Cori.

(gv)

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